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Suggestioni sonore a Pietraperzia

Un violinista si smarrisce sotto i ruderi del castello Barresi

Pietraperzia, Pietraperciata, dal dialetto siciliano “pietra bucata”, per la presenza su tutto il territorio di numerose rocce perforate. Questo antico comune del centro Sicilia in provincia di Enna affascina Francesco La Bruna con i ruderi del castello e il suo centro storico scarsamente abitato. Il violinista monrealese è in fuga dalla città di Palermo che, se pur amata, è diventata insostenibile come la maggior parte delle grandi città. L’invivibilità e il caos quotidiano non sono le uniche ragioni di questa scelta, anche il politically correct dell’élite intellettuale sembra farla da padrona in città così da sentirsi stritolare in una morsa che scoraggia il libero pensiero!

Vista del comune di Pietraperzia con vista sul castello e puntale
Vista del comune di Pietraperzia
Paesaggio dal Castello Barresi verso Nord

Cosa fare dunque per scongiurare l’assordante frastuono cittadino, la banalità quotidiana e l’ipocrisia dei rapporti sociali? Agire secondo natura e avventurarsi in altri percorsi più congeniali al proprio modo di sentire e di essere; non soccombere alla bruttezza configurata in tutte le sue forme e sempre più presente attorno a noi.

                      

Sono tante le ragioni della sua scelta e sono riconducibili ad un progressivo sentimento di inadeguatezza al contesto cittadino la cui attuale conformazione sociale e urbana lo fa sentire estraneo e non partecipe alle trasformazioni in atto. E comunque di Pietraperzia ammira i miti e le leggende, l’autenticità del paesaggio, silente e arcaico, la tranquillità del vivere quotidiano, ed essenzialmente trova feconda ispirazione e terreno fertile per la sua arte: il silenzio, i suoni della natura e del paesaggio dall’alba al tramonto sono fonti inesauribili di una nuova visione artistica ed emotiva.

Antico abbeveratoio

Aver acquisito una vecchia abitazione con un giardino adiacente ai ruderi della torre del castello Barresi costruito dai Normanni tra il 1067 e il 1091 e poi abitato dalla omonima nobile famiglia nel XVI secolo, la cui posizione geografica offre una vista considerevole sul paesaggio circostante, è stata la ragione determinante di questa scelta.

Queste immagini sono state catturate durante l’estate del 2021. Una stagione così torrida non si vedeva da decenni e la Sicilia è stata più volte aggredita dai roghi in tutto il suo territorio. La rocca del Castello Barresi è stata anch’essa testimone del fuoco che ha devastato la valle tutto intorno. Eppure anche nei momenti più drammatici si intravede la bellezza dei luoghi e restiamo osservatori di una irredimibile e nonostante tutto sorprendente realtà.

Fin da giovane Francesco è sempre stato affascinato dalle atmosfere di questi luoghi del centro Sicilia, lo hanno sempre incantato le atmosfere senza tempo e la percezione visiva di luoghi senza fine, orizzonti di terra sconfinati che producono calma mista a lucidità di pensiero e riflessione su di sé e sulle cose; qui c’è meno dicotomia tra il dire e il fare, la mente e il cuore: in una parola si percepisce armonia.

Castello Barresi – acquerello (versione astratta)

Reputa i ruderi del castello e il suo giardino sottostante un’opera d’arte inestimabile e, nonostante stia lì dimenticato e abbandonato, proprio per questo forse mantiene il suo fascino con tutte le caratteristiche del luogo romantico incontaminato. Tale squisitezza di costruzione che aleggia sul punto più alto del paese possiede del Sublime, la sua presenza all’interno di un paesaggio infinito lo rende luogo di grande fascino ed energia creativa e ammaliante così da diventare a suo parere patrimonio universale e quindi fruibile solo da coloro che ne apprezzano le qualità.

Vista del Castello Barresi dalla valle sottostante

Alla ricerca del vuoto esistenziale, lontano dal roboante illusorio pieno cittadino, Francesco La Bruna si interroga dunque incuriosito sulla nuova esperienza e nella sua condizione di anonimo viandante in un mare di nebbia, preferisce prendere le distanze da un mondo del quale gli sfugge il significato. Sono tempi in cui comprendi che i luoghi non si appartengono ma vivono di una loro vita ed energia e devono essere vissuti da chi ne apprezza le qualità e ne protegge e custodisce l’integrità a favore degli abitanti del luogo e dell’intera umanità; divenire semplici e distaccati custodi di un bene è dunque la chiave di volta del non attaccamento alle cose possedute proteggendole dal degrado sempre più incombente.

Particolare di un cortile dell’immobile annesso al castello

 

Francesco La Bruna – Ha terminato brillantemente gli studi presso il Conservatorio di Musica “A.Boito” di Parma. Premiato in diversi concorsi e rassegne musicali nazionali, dal 1983 svolge un’intensa attività concertistica tanto da solista che in ensembles cameristici. Dal 1994 al 2006 è stato componente dell’E.S.T.A. (European String Teacher Association). Ha collaborato come consulente musicale a diverse produzioni radiofoniche e televisive in Francia, Germania, Italia, Danimarca, Spagna. Ha composto ed eseguito musiche per spettacoli teatrali. Si appassiona e specializza nel repertorio di musica Kletzmer. L’11Ottobre 2013, gli è stato conferito il Titolo Accademico “Ad Honorem” dall’Accademia Filarmonica di Bologna. Dal 1982 al 1986 ha insegnato presso il Conservatorio “A. Boito” di Parma ed è attualmente titolare della cattedra di violino presso il Conservatorio “V. Bellini” di Palermo dove dal 2014 al 2020 è stato componente del Consiglio Accademico. Tra i suoi interessi coltiva la passione per l’antiquariato, la pittura e la produzione di oli ed essenze naturali raccolte nel territorio di Pietraperzia.

           

Testo, acquerelli e fotografie di Valeria Di Chiara

Video di Enrico Tummino

 

 

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