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Ai Musei Vaticani: Folon. L’etica della poesia. Tra impegno civile, denuncia e speranza nell’uomo

Le Salette della Torre Borgia collocate nel percorso della Collezione d’Arte Moderna e Contemporanea dei Musei Vaticani ospitano, fino al 27 agosto, “Folon. L’etica della poesia. Tra impegno civile, denuncia e speranza nell’uomo”. È la prima volta che questi spazi aprono al pubblico e l’evento coincide con questa bella esposizione curata da Stéphanie Angelroth (direttrice della Fondazione Folon), Micol Forti (curatrice della Collezione d’Arte Moderna e Contemporanea dei Musei Vaticani), e Marilena Pasquali (storica dell’arte e membro del comitato scientifico della Fondation Folon).

La mostra è frutto della collaborazione avviata tra i Musei Vaticani e la Fondazione Folon in occasione della donazione di due opere dell’artista belga Jean-Michel Folon (1934-2005), che al termine della mostra entreranno a far parte delle collezioni vaticane: A propos de la Création, magnifica serie di otto grafiche dedicate al Libro della Genesi (1989-90), e Angelo custode (2005), scultura in bronzo tra le sue ultime creazioni.

L’attività di illustratore, pittore e scultore dell’artista belga Jean-Michel Folon (1934-2005) è nota e amata in tutto il mondo: il suo personaggio con cappello e cappotto blu, i suoi paesaggi a metà tra sogno e fantasia, sono gli ingredienti di una poetica profonda e raffinata, intensa e visionaria.

Deep Deep Trouble, 1987, aquarelle (c) Fondation Folon-ADAGP, Paris, 2022

Eppure non tutti sanno che Folon ha dedicato gran parte della sua opera a tematiche legate all’impegno civile, alle ingiustizie e ai soprusi che abitano il nostro mondo. È questo l’argomento scelto dai Musei Vaticani e dalla Fondation Folon per questa mostra straordinaria: una selezione di ottanta disegni e acquerelli, molti inediti, che dalle opere giovanili di protesta arrivano ai grandi acquerelli degli anni Ottanta e Novanta, e alle sculture enigmatiche della sua ultima stagione, così feconda, dell’inizio degli anni Duemila.

Le Secret, (c) Thierry Renauld – (c) Fondation Folon-ADAGP, Paris, 2022

Un impegno di cui l’uomo è la misura, a favore di un mondo sensibile alle sorti dei più deboli, per i diritti civili, contro tutte le guerre e nel rispetto dell’ambiente. Temi a cui l’artista ha dedicato gran parte della sua carriera.

Sans-titre, sd. Encre de couleur et encre de Chine (c) Fondation Folon-ADAGP, Paris, 2022

Al di là della denuncia, l’artista considera la possibilità di superare l’ingiustizia e la sofferenza, una lotta essenziale all’interno della sua opera, e non cede alla tentazione della rinuncia, del disimpegno: crede ostinatamente nell’Uomo. Secondo Folon – messaggero e artista che vive simultaneamente nel suo tempo e fuori dal tempo – non c’è ombra senza luce o, quanto meno, senza una speranza di luce.

Une pour S.S, s.d. Aquarelle et encre de Chine (c) Fondation Folon-ADAGP, Paris, 2022

La mostra è suddivisa in sezioni e, per accompagnare il pubblico, l’architetto Roberto Pulitani, che cura l’allestimento, ha ideato cromie connesse alle tematiche: color petrolio come lo smog per “L’uomo e la natura”; rosso scarlatto come il sangue per “L’uomo e la guerra”; celeste come gli orizzonti dell’utopia per “La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”; grigio perla per  “Le stanze della speranza”. Infine, lungo il percorso che porta agli ambienti medievali, sono appesi alle pareti alcuni dei più famosi Manifesti realizzati da Folon per importanti campagne umanitarie ed eventi culturali

Al centro dell’esposizione figurano i 19 acquerelli realizzati da Folon nel 1988 per la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, opere originali e fra le più note dell’artista, qui presentate nella loro totalità e accompagnate dai testi degli articoli della Carta.

Sans-titre, sd., aquarelle (c) Fondation Folon-ADAGP, Paris, 2022

Immagine di copertina: Jean-Michel Folon, Dialogue, 1975 – Aquarelle (c) Fondation Folon-ADAGP, Paris, 2022

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