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Frammenti di montagna

Fotografie, frammenti, sensazioni. L’anima di un viaggio che si cristallizza nello sguardo. La montagna è profondamente vera, ricolma di una ricchezza dove ogni parola o gesto, ogni sfumatura di colore o pietra, ogni emozione o percezione diventa un collegamento tra cielo e terra. Frammenti di montagna, tutti allineati. Frammenti di una memoria del tempo, di un paesaggio che – ripreso dall’obiettivo fotografico – già cambia e si dissolve… nelle nuvole, nel ghiaccio. Frammenti di vita rarefatta, dura; profondi respiri e lenti movimenti, eteree sensazioni. Pochi incontri di esseri solitari, impercettibili attimi del tempo, momenti di infinita comunità, abissi di solitudine, coesistenza del Creato, con il Creato, sia scienza sia spirito. E l’uomo, fumo di camino, nebbia bagnata, ossa stanche che scricchiolano. La lentezza che si percepisce nel tutto che circonda il nostro sguardo, il nostro salire o discendere, vorticosamente, come un rivolo che diviene impetuoso torrente. La lentezza avrà tutto il tempo per modellare, e si placherà al piano. Il profumo del fieno, seduto sul masso. Cornacchie che portano ricordi e paure, un muro di alpeggio in un caldo abbraccio. L’infinito guardare, lontano, di un orizzonte precluso, lontano, là, più in là alla ricerca di pace o voglia di riprendere il cammino. Briciole cadute dalla mano degli dei del monte, seta tra le dita, bianchi cristalli, voglia di sostare.

Lago Pironola, Valmalenco, Sondrio – “Mio padre ama la montagna immensamente. Ogni volta che ne ha l’occasione va a fare lunghissime camminate in solitaria, a me gira la testa solo a pensarci. Mi capita di accompagnarlo, e ogni volta che stiamo per iniziare guardo le vette dal basso e mi prende un forte senso di vuoto e mancanza di controllo. Frammenti di montagna immortala la bellezza di questi spaventosi giganti riuscendo a ricordami quella sensazione: una mancanza di controllo che viene colmata nel momento in cui giungo alla fine del mio obiettivo.” (Benedetta Dalla Costa)
Val di Monastero, Grigna Meridionale, Prealpi Orobie, Lecco – “La montagna non ha pareti!” (Luciano Bolzoni)
Ghiacciaio del Ventina, Valmalenco, Sondrio – “Nelle poche presenze umane, quasi disturbanti, emerge un desiderio di silenzio e contemplazione, di rinascita e di stupore.” (Gaetano Paraggio)

Sono solo frammenti quelli che ci presenta Elisa Scaramuzzino nel suo viaggio sulle vette, arrampicandosi verso ciò che alcuni definiscono l’inutile e che io ho “vissuto” attraverso le sue immagini quasi come essere stato al suo fianco mentre saliva e mentre quelle vette le riprendeva. Sono solo frammenti, o forse sono un’unica fotografia del nostro desiderio di infinito, di ascolto dei rumorosi silenzi della natura; sono la lentezza, l’armonia, la meraviglia di quello che vorremmo trovare aprendo la finestra in un mattino del nostro caotico tempo, o il toccare per un momento la tranquillità dell’appagante fatica dell’aria sottile, dello scarpone che si aggrappa alla roccia. Sono frammenti che divengono una sola fotografia, di vita desiderata e continuamente ricercata. Sono frammenti in bianco e nero:  forti, comunicativi, duri e alle volte violenti o flebili come un soffio. Un bianco e nero che accoglie lo sguardo che si arricchisce di emozioni, dell’immensità del paesaggio, della percezione proveniente da forme e segni amplificati da quel tratto che solo il monocromo fotografare permette. Fotografie che sollecitano tutti noi ad aggiungere il colore della memoria, del vissuto o dell’immaginato.

Parco Nazionale del Gran Paradiso, Aosta – “C’è un mondo lassù che normalmente non vediamo e che non è altro che il riflesso delle metropoli in cui viviamo. Vette da scalare con difficoltà e pericoli; cunei spigolosi delle cime; nebbie che offuscano pensieri; neve serica, candida, che addolcisce il cammino di un’esplorazione. Montagne, in alto. Sembra che la nostra vita sia scritta in quei disegni della Natura.” (Marco Maraviglia)
Punta Helbronner, Massiccio del Monte Bianco, Valle d’Aosta“Le montagne sono straordinarie architetture naturali, limiti geografici, grandi segni nel paesaggio. A volte come scuri, antichi draghi addormentati.” (Giuseppe Scaglione)

di Roberto Besana – fotografie di Elisa Scaramuzzino

Roberto Besana ed Elisa Scaramuzzino

Roberto Besana ed Elisa Scaramuzzino

Nato a Monza, risiede a La Spezia. Un lungo passato da manager editoriale giunto sino alla direzione generale della De Agostini, coltiva la sua passione per la fotografia operando per lo sviluppo e realizzazione di progetti culturali attraverso mostre, convegni, pubblicazioni. Nella sua fotografia riverbera la sensibilità ai temi ambientali per i quali è attivo nella diffusione di conoscenza e rispetto. Le sue immagini sono principalmente “all’aria aperta”, laddove lo portano i passi. Ambiente e paesaggio sono i suoi principali filoni di ricerca. I suoi lavori fotografici sono presenti in libri e quotidiani, siti web, riviste. Al suo all’attivo innumerevoli mostre personali e collettive. Dirige o collabora alla realizzazione di eventi e festival culturali. Membro del comitato scientifico del periodico culturale Globus, curatore editoriale della collana “Fotografia e Parola“ di Oltre Edizioni, ha una rubrica fissa sul periodico .eco e NOCSensei. I suoi ultimi libri pubblicati: L’albero, dialoghi tra fotografo e scrittore, 2020; Il Paesaggio, dialoghi tra fotografia e parola, 2021; La Sfilata del Palio del Golfo, 2021; L’acqua, dialoghi tra fotografia e parola, 2022View Author posts