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Il ghiacciaio del Perito Moreno

Il ghiacciaio mi piace un sacco. Mi piace talmente tanto che sono inchiodata da tre giorni a El Calafate. D’altronde viaggiare lentamente è forse il modo più bello di viaggiare. Il viaggio lento  ti permette di avere una tua routine, che durante un viaggio lungo, da sola, è fondamentale. Darsi il tempo di riconoscere le persone, tornare nello stesso ristorante, lo stesso bar. Stare quattro notti a El Calafate, che è il punto di partenza per il Perito Moreno, uno dei ghiacciai più famosi e più attivi al mondo, mi permette così di fare ben due escursioni. Ci troviamo in Argentina, nella parte sud-occidentale della provincia di Santa Cruz, in piena Patagonia, il cui nome già evoca paesaggi davvero spettacolari.

Racconto intanto la prima notte: il mini-trekking. Voglio subito dire che l’avevo  quasi scartata per il prezzo. Ben 350 euro prenotando online dall’Italia, e “solo” 140 euro prenotata direttamente sul posto, da un giorno all’altro. Anche questo è un tema da esplorare. Sembra tutto pieno quando sei in Italia e ti viene l’ansia da prenotazione, però poi si combina tutto a destinazione e ad un prezzo decisamente più basso. Per questa ragione non prenoto mai niente quando viaggio, tanto una soluzione la si trova. Soprattutto se dici “Estoy sola”, “Mesa para uno”.

Il mini-trekking è una delle esperienze più sorprendenti che io abbia mai fatto. Quando ti capita di andare sul Perito Moreno con i ramponi? È un’escursione semplice, ben organizzata, da un’agenzia che si chiama Hielo Y Aventura. Giustamente così si chiama e questo promette. Si tratta di un’escursione di dieci ore. Quindi di mini non ha niente. Ti vengono a prendere in ostello, ti portano al Parque Nacional dove paghi l’entrata di 4000 pesos (circa 12 euro se paghi in efectivo) e ti portano sulla passerella, il punto di osservazione migliore per scattare la foto del secolo.

Il Perito Moreno è lungo 30 chilometri, alto circa 70 metri e spofonda per 110 metri nell’acqua. Il ghiaccio che noi vediamo ha 300 o 400 anni. È interessante perché avanza fino a 20 metri al giorno. Allo stesso tempo, si erode, quindi pareggia. Sembra una storia ufo!

Torniamo al mini-trekking. Dopo la passerella, con una barca ti portano nella parte sud del ghiacciaio, da cui parte il trekking con i ramponi e l’elmetto, che nelle foto viene proprio bene! E niente cammini sul ghiacciaio, conosci nuovi amici, entri nelle grotte di ghiaccio, ti spiegano cosa vuol dire “ghiacciaio”, bevi un bicchiere di whisky con il ghiaccio appena tritato. Meritatissimo.

Io mi sono emozionata, nel senso che ho versato qualche lacrima, tanto avevo gli occhiali da sole. Che poi senza occhiali da sole non vedi niente, sei accecata dal ghiaccio e dal riflesso del sole! Ho pianto perché hai visto questi luoghi in tutti i video e le foto e poi te lo ritrovi lì davanti. Non ci credi di essere veramente tu, veramente qui. E allora anche lo stress della vita non ha più senso: è questo il senso della vita. Non quello di correre da un impegno all’altro. Non quello di vivere il passato. Non quello di vivere il futuro. Quello di godersi il Perito Moreno. Adesso. Nel presente. Adesso sto imparando a vivere le emozioni, ad ascoltarmi. Quindi se voglio piangere, piango. Se voglio ridere, rido. Se voglio dire di no, dico no. Mica roba da poco. Capita spesso, che un pezzo di ghiaccio enorme cada nell’acqua, con rumore fortissimo. Ovviamente quando è successo, io ero in bagno. Tipo…  metafora della vita.

Testo e fotografie di Ilaria Gianfagna – viaggiatrice solitaria

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