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Ventotene, scoglio d’Europa

«Ci sono luoghi che affascinano perché sembrano radicalmente diversi e altri che incantano perché, già la prima volta, risultano familiari, quasi un luogo natìo. Conoscere è spesso, platonicamente, riconoscere, è l’emergere di qualcosa magari ignorato sino a quell’attimo ma accolto come proprio. Per vedere un luogo occorre rivederlo. Il noto e il familiare, continuamente riscoperti e arricchiti, sono la premessa dell’incontro, della seduzione e dell’avventura; la ventesima o centesima volta in cui si parla con un amico o si fa all’amore con una persona amata sono infinitamente più intense della prima. Ciò vale pure per i luoghi; il viaggio più affascinante è un ritorno, un’odissea, e i luoghi del percorso consueto, i microcosmi quotidiani attraversati da tanti anni, sono una sfida ulissiaca. “Perché cavalcate per queste terre?” – chiede nella famosa ballata di Rilke l’alfiere al marchese che procede al suo fianco. “Per ritornare” – risponde l’altro.»

La roccia sul mare

Si apre con le parole di Claudio Magris, tratte dal suo libro L’Infinito viaggiare, il racconto che Cristiana Pumpo fa delle isole di Ventotene e Santo Stefano, un racconto fatto di parole e disegni acquarellati che accompagnano il lettore alla scoperta di questi due splendidi scogli persi nel Mediterraneo. È un racconto molto personale, che a tratti si rivela un po’ sentimentale, per chi, come l’autrice, vive ogni visita sempre con una rinnovata intensità. Suggestioni tutte concentrate nel suo libro Ventotene, Scoglio d’Europa pubblicato a giugno 2023 per i tipi di Tab Edizioni, con prefazione di Salvatore Santuccio.

Attraverso un racconto fatto di disegni e parole, le isole di Ventotene e Santo Stefano emergono con la loro storia secolare, con i colori delle case, la natura selvaggia, i profumi, i sapori e il vento che rafforza l’innata essenza mediterranea; con il mare, che da protagonista assoluto traccia il confine di queste piccole isole, quello stesso confine che il regime fascista impose a tanti «eroici combattenti per la libertà». Ventotene e Santo Stefano, scogli persi nel Mediterraneo, sono in realtà capaci di creare in chi le visita legami fisici e spirituali di rara intensità.

Banchetto al porto
Migrante

«Ogni disegno è legato a un vissuto – si legge nell’introduzione al libro – molti fatti casa al ritorno da una vacanza, molti altri sui carnet di viaggio riempiti di schizzi realizzati sul posto, sketches fatti da sola o in compagnia degli amici sketchers del gruppo Sketchcrawl Roma con i quali trascorro spesso piacevoli ore a disegnare. Tutto si mischia ai ricordi, agli incontri, alle suggestioni che queste isole mi regalano con generosità. Tutto si fonde a quel senso di perenne riconoscenza verso coloro che a Ventotene e Santo Stefano sono stati confinati, solo perché in opposizione al regime fascista.»

Santo Stefano
Gabbiano

Un legame forte con le isole, fisico e spirituale, luoghi dove il presente è tanto nitido quanto il loro passato. In questa “comunione temporale”, come la definisce l’autrice, emergono le descrizioni che i confinati politici fanno delle isole e dei loro giorni di detenzione sino alla nascita del Manifesto di Ventotene, quel documento storico e politico che ha ispirato l’unione tra gli stati europei.

La casa gialla
Targhe

A Ventotene i colori delle case, i profumi, i sapori, il vento quasi incessante rimangono addosso e, a volte – come afferma l’autrice – “fanno emergere in me qualcosa di sconosciuto che mi sorprende e che continuo a cullare quando ne sono lontana”.

Altiero Spinelli

Cristiana Pumpo, giornalista, vive e lavora a Roma. Appassionata di taccuini di viaggio, è membro dei gruppi di disegnatori Sketchcrawl Roma e Urban Sketchers. Ha realizzato, tra gli altri, taccuini su Marocco, Gerusalemme, Sri Lanka, Appia Antica, Ischia. Nel 2019 il suo taccuino realizzato in un centro di accoglienza di bambini di strada alla periferia di Nairobi, in Kenya, ha ricevuto la menzione speciale da parte della giuria del Premio Andrea Cocco, nell’ambito della manifestazione Matite in Viaggio.

Salvatore Santuccio è architetto e insegna disegno presso la Scuola di Architettura e design dell’Università di Camerino e la School of Architecture della University of Miami. Autore di numerosi saggi e articoli sulla storia del disegno, ha pubblicato un manuale di disegno di viaggio, in francese, per Eyrolles. I suoi acquerelli sono stati esposti nelle principali mostre di carnet de voyages in Italia, nella Rassegna internazionale di Clermont-Ferrand e in alcune personali a Tangeri, Miami e Roma